La storia di Giovanna

Ogni dentista ha il suo primo caso, quello che ricorda con affetto, quello che segna l’inizio di un percorso. Per me, Giovanna è stata la mia “Numero Uno”, proprio come la moneta di Zio Paperone. Il primo sorriso che ho avuto il privilegio di trasformare, il caso da cui tutto è iniziato. E come Zio Paperone con la sua moneta, anche io l’ho curata e coccolata con la massima attenzione.

Giovanna è arrivata nel mio studio circa otto anni fa, con un sorriso che non sentiva più suo. I vecchi compositi sul gruppo anteriore erano ormai pigmentati, spenti, e ogni volta che provava a sorridere si vedeva che lo faceva con esitazione, senza la libertà che avrebbe voluto.

“Dottore, non riesco più a sorridere liberamente. Voglio ritrovare un sorriso che mi faccia sentire a mio agio.”

La sua richiesta era chiara: non voleva un cambiamento drastico, ma un miglioramento che le restituisse naturalezza e sicurezza. Il nostro obiettivo era farla tornare a sorridere senza pensieri.

Ecco come abbiamo lavorato per trasformare il suo sorriso:

  • Rimozione dei vecchi restauri in composito: per eliminare le pigmentazioni e ripartire da una base pulita.
  • Sbiancamento: per uniformare il colore dell’arcata e valorizzare i nuovi restauri.
  • Faccette in ceramica: applicate sui quattro incisivi centrali e laterali, per riportare armonia, luminosità e naturalezza.


Il risultato? Un sorriso autentico, elegante, ma soprattutto suo. Giovanna finalmente poteva sorridere senza più trattenersi, senza più timori.

A distanza di anni, il suo sorriso è ancora bello e funzionale, e lei continua ad aggiornarmi con entusiasmo. “Non potrei essere più felice della mia scelta”, mi ha detto recentemente. E io, guardando il suo caso a distanza di tempo, non posso che esserne orgoglioso. La mia “Numero Uno” è ancora perfetta.